“Tra carne e polvere: il battito primordiale di A/B”
Ci sono album che non si limitano a farsi ascoltare: ti prendono per mano e ti portano altrove. "A/B" dei KALEO è uno di quei dischi che non chiedono attenzione, la pretendono con naturalezza, come una voce profonda che risuona in una stanza vuota. Pubblicato nel 2016, questo lavoro rappresenta il vero punto di svolta per la band islandese, il momento in cui il loro blues ruvido e viscerale smette di essere una promessa per diventare una certezza internazionale.
E non è solo una sensazione: "A/B" ottiene rapidamente dischi d’oro e di platino in diversi paesi, conquista le classifiche rock e alternative e porta i KALEO sui palchi dei più importanti festival mondiali. Way Down We Go diventa un fenomeno globale, superando il miliardo di stream e trovando spazio in film, serie TV e spot pubblicitari, mentre No Good e All the Pretty Girls consolidano l’identità di una band capace di parlare a pubblici diversi senza mai snaturarsi. Nel 2017 arrivano anche le nomination ai Grammy Awards, un riconoscimento che certifica definitivamente l’impatto del disco sulla scena rock contemporanea.
Ma ridurre "A/B" a una somma di premi e numeri sarebbe un torto. Questo album è soprattutto un viaggio emotivo diviso in due anime, proprio come suggerisce il titolo: un lato A più istintivo, elettrico, carnale; un lato B introspettivo, fragile, quasi sussurrato. È come sfogliare un diario scritto di notte, tra whisky, strade infinite e ricordi che fanno male. Dentro c’è l’Islanda, con il suo silenzio e la sua natura aspra, ma c’è anche l’America più polverosa, quella del blues, del folk e del rock suonato con le mani sporche e il cuore scoperto.
Ascoltare "A/B" significa accettare di attraversare queste due dimensioni senza difese, lasciandosi guidare da una voce baritonale che sembra arrivare da un tempo indefinito. È un album che cresce con l’ascoltatore, che si fa colonna sonora di viaggi reali e interiori, e che ancora oggi suona autentico, necessario. Non un semplice debutto internazionale, ma una dichiarazione d’identità: i KALEO non stanno cercando il loro posto nel mondo, lo stanno costruendo, un brano alla volta.
L'album
Il contesto storico – Nascere lontano, arrivare ovunque
Per comprendere davvero "A/B" bisogna fare un passo indietro e guardare il tempo in cui nasce. Siamo nella metà degli anni 2010, un periodo in cui il rock tradizionale sembra aver perso centralità nel mainstream, schiacciato tra elettronica, pop iper-prodotto e hip hop. Eppure, proprio in questo scenario apparentemente ostile, riaffiora un bisogno profondo di autenticità, di suono suonato, di voci imperfette e storie vere. È qui che si inseriscono i KALEO, come un’anomalia geografica e culturale.
Provenire dall’Islanda, terra di silenzi, vento e spazi infiniti, significa crescere musicalmente senza una vera scena blues o rock di riferimento. E forse è proprio questa distanza a rendere il loro approccio così potente: i KALEO non imitano l’America, la reinterpretano. Guardano al blues del Mississippi, al folk delle grandi praterie e al rock viscerale, ma lo fanno con lo sguardo di chi osserva da lontano, filtrando tutto attraverso una sensibilità nordica, introspettiva, quasi ascetica.
Il percorso che porta ad "A/B" è anche una storia di migrazione artistica. Dopo i primi successi in patria, la band si trasferisce negli Stati Uniti, vivendo sulla propria pelle il sogno – e le difficoltà – di chi cerca spazio in una scena musicale enorme e competitiva. Questo passaggio geografico è fondamentale: l’album nasce letteralmente tra due mondi, e questa tensione è percepibile in ogni traccia. Da una parte l’energia cruda del rock americano, dall’altra una malinconia profonda che non si dissolve mai del tutto.
Nel frattempo, il pubblico internazionale è pronto. C’è una nuova attenzione verso artisti che mescolano generi e recuperano radici profonde: basti pensare al ritorno del blues-rock, del folk oscuro, delle sonorità analogiche. "A/B" arriva nel momento giusto, come una risposta istintiva a un’epoca che ha bisogno di rallentare, di sentire il battito delle mani sul legno, il respiro tra una nota e l’altra. Non è nostalgia fine a sé stessa, ma memoria sonora che diventa presente.
In questo contesto storico, l’album non si limita a inserirsi: si distingue. Perché non rincorre le mode, non ammicca alle classifiche, ma costruisce un linguaggio personale e riconoscibile. A/B diventa così il simbolo di una generazione di dischi che dimostrano come il rock non sia morto, ma abbia semplicemente cambiato voce, scegliendo di parlare più piano e colpire più a fondo.
I singoli estratti: i fari luminosi nel viaggio di “A/B”
All’interno di “A/B” ogni singolo estratto non è mai una semplice scelta radiofonica, ma un punto di orientamento emotivo. Sono canzoni che funzionano da sole, ma acquistano un significato più profondo quando vengono lette come tappe di un percorso più ampio, quasi cinematografico.
“No Good” — l’apertura che non chiede permesso
Se “A/B” fosse un film, “No Good” sarebbe il primo fotogramma: secco, ruvido, senza introduzioni. La chitarra entra come una lama, la batteria spinge senza pietà e la voce di Jökull Júlíusson arriva dritta allo stomaco. È un blues-rock elettrico che sa di polvere e rivincita, una dichiarazione d’intenti che chiarisce subito una cosa: questo disco non ha paura di sporcarsi le mani. “No Good” è l’urlo iniziale, quello che apre la strada e prepara l’ascoltatore a tutto ciò che verrà dopo.
“Way Down We Go” — la discesa che conquista il mondo
“Way Down We Go” è il cuore pulsante di “A/B”, il brano che ha portato i KALEO fuori dall’Islanda e dentro l’immaginario collettivo globale. Qui il tempo rallenta, il suono si fa cavernoso, quasi rituale. Il pianoforte scandisce passi pesanti, mentre la voce si muove tra sussurro e preghiera. È una canzone che non corre, ma scava. La sua forza sta nella tensione, nell’attesa, nel modo in cui ti costringe a guardarti dentro. Non sorprende che sia diventata la traccia più riconoscibile dell’album: “Way Down We Go” non accompagna, trascina.
“Broken Bones” — il blues della resistenza
Con “Broken Bones” il disco torna a respirare un blues primitivo, quasi tribale. Mani che battono, ritmo ossessivo, poche note ripetute come un mantra. È la canzone della stanchezza e della resistenza, di chi va avanti anche quando tutto sembra cedere. In “A/B” questo brano rappresenta il cammino doloroso, il passo dopo passo di chi porta addosso le proprie ferite senza nasconderle. Non è un momento di esplosione, ma di consapevolezza.
“Glass House” — energia e vetri infranti
“Glass House” spezza la tensione con un rock più diretto e immediato. Il riff è tagliente, il ritmo incalzante, quasi liberatorio. È una canzone che parla di fragilità esposta, di equilibri precari, ma lo fa con un’energia contagiosa. In mezzo alle ombre di “A/B”, “Glass House” è una scarica di adrenalina, una corsa a viso scoperto contro il vento.
“Hot Blood” — istinto e carne
Con “Hot Blood” l’album torna a essere corpo, sudore, pulsazione. Il groove è feroce, il boogie diventa quasi animale. È uno dei brani più fisici di “A/B”, quello che ti prende e ti costringe a muoverti. Qui i KALEO sembrano attingere a un blues viscerale, istintivo, dove la musica precede il pensiero. È il sangue caldo che scorre prima ancora di capire perché.
“All the Pretty Girls” — la fragilità che respira
Dopo tanta tensione, “All the Pretty Girls” arriva come una luce morbida al tramonto. Arpeggi delicati, voce più leggera, un’atmosfera sospesa che profuma di malinconia e ricordi. È uno dei momenti più intimi di “A/B”, una ballata che non cerca l’effetto, ma la sincerità. Qui il disco si ferma, respira, e lascia spazio alla vulnerabilità.
“Automobile” — la strada come rifugio
“Automobile” è una canzone di viaggio, esterno e interiore. La chitarra twang disegna paesaggi aperti, il ritmo accompagna come il rumore costante dell’asfalto sotto le ruote. In “A/B” questo brano rappresenta il movimento, la fuga, la ricerca di un altrove che forse non esiste ma che vale comunque la pena inseguire. È musica da finestrino abbassato e pensieri che scorrono.
“Vor í Vaglaskógi” — il ritorno alle radici
Cantata in islandese, “Vor í Vaglaskógi” è uno dei momenti più potenti e identitari dell’album. Qui i KALEO si spogliano completamente dell’influenza americana per tornare a casa, almeno spiritualmente. La lingua diventa suono puro, la melodia un ponte verso la natura e la memoria. In mezzo a “A/B”, questa traccia è un momento quasi sacro, un richiamo ancestrale che parla anche senza essere compreso.
“Save Yourself” — guardarsi allo specchio
“Save Yourself” è una riflessione amara, un dialogo interiore che cresce lentamente. Parte con discrezione e si carica di tensione emotiva, affrontando il tema della salvezza personale e della responsabilità verso se stessi. In “A/B” è una canzone che non giudica, ma osserva, lasciando spazio a dubbi e silenzi.
“I Can’t Go On Without You” — l’epilogo
A chiudere “A/B” c’è “I Can’t Go On Without You”, una ballata che si espande poco a poco fino a diventare un addio potente e disperato. È un finale che riassume tutto il viaggio: la fragilità, la rabbia, l’amore, la perdita. Quando il brano si spegne, resta quella sensazione tipica dei grandi album: il bisogno di ricominciare dall’inizio, per rivivere tutto un’altra volta.
Curiosità - I dettagli nascosti dietro “A/B”
Ogni grande album non vive solo nelle canzoni, ma anche nei dettagli nascosti, nelle scelte silenziose, nelle storie che scorrono sotto la superficie. “A/B” dei KALEO è uno di quei dischi che, più lo ascolti, più ti restituisce piccoli segreti 🎶.
Il significato del titolo 🔄
Il titolo “A/B” richiama volutamente la divisione classica del vinile: lato A e lato B 💿. Ma non è solo una citazione nostalgica. È una dichiarazione di intenti. Due anime, due respiri: da una parte il fuoco del blues-rock, dall’altra la fragilità dell’introspezione 🔥🌙. Un album pensato per essere ascoltato dall’inizio alla fine, senza fretta, senza shuffle.
Un disco islandese che suona americano 🌍
Una delle curiosità più affascinanti è il contrasto tra origine e suono. I KALEO arrivano dall’Islanda ❄️, ma “A/B” sembra nascere tra strade polverose, locali fumosi e deserti infiniti 🛣️🌵. Non è imitazione: è reinterpretazione emotiva. L’America vista da lontano, filtrata attraverso silenzi nordici e malinconie profonde.
Una voce fuori dal tempo 🎙️
Molti restano sorpresi nello scoprire quanto fosse giovane Jökull Júlíusson al momento delle registrazioni. La sua voce baritonale sembra appartenere a un’altra epoca 🕰️, carica di storie non vissute ma sentite. È uno degli elementi chiave che rendono “A/B” così credibile, così intenso.
“Way Down We Go” e il successo lento 🐌🌊
Curiosamente, “Way Down We Go” non nasce come singolo destinato a dominare il mondo. Il suo successo cresce piano, grazie a film, serie TV e passaparola 🎬📺. È una canzone che non esplode, ma scava. E forse proprio per questo ha lasciato un segno così profondo.
Cantare in islandese: una scelta di cuore 🌲🇮🇸
Inserire “Vor í Vaglaskógi” in un album internazionale è stato un atto di coraggio. Cantare in islandese significa rinunciare alla comprensione immediata, ma guadagnare autenticità 💙. Qui la lingua diventa suono puro, atmosfera, radice. Un momento quasi sacro, che parla anche senza traduzione.
Dal disco al palco 🎸🔥
Un’altra curiosità riguarda la dimensione live. Molti brani di “A/B”, come “No Good” o “Hot Blood”, dal vivo si allungano, si fanno più aggressivi, più fisici 💥. È come se l’album trovasse sul palco la sua forma definitiva, tra sudore, luci basse e amplificatori al limite.
Un album fuori dalle mode ⏳
Forse la curiosità più importante: “A/B” non segue una tendenza precisa. Non cerca l’elettronica, non rincorre il pop, non si piega al mercato 🚫📈. È un disco fuori dal tempo, e proprio per questo continua a suonare, vero. Come certi album che non appartengono a un anno, ma a uno stato d’animo.
Scheda tecnica di “A/B” 📝🎧
🎸 Artista: KALEO
💿 Titolo album: “A/B”
📅 Anno di pubblicazione: 2016
🎶🔥 Genere: Blues rock, alternative rock, folk rock
🎵 Numero di canzoni: 10
⏳ Durata: circa 42 minuti
🏷️ Etichetta: Atlantic Records
🎚️ Produzione: Jacquire King
📀 Formato: Digitale, CD, Vinile
Tracklist di “A/B” 🎶
Dieci tracce, due anime, un’unica identità.
“A/B” non è solo un album da ascoltare: è un disco da vivere, da rimettere su quando serve ricordarsi che anche il rock, quando è sincero, sa ancora parlare piano e colpire forte.


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