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Quando il rock italiano imparò a respirare: “Spirito” dei Litfiba

Ci sono dischi che appartengono a una stagione musicale. E poi ci sono album che diventano paesaggi interiori. “Spirito” dei Litfiba , pubblicato il 19 novembre 1995, è uno di quei lavori che sembrano respirare ancora oggi. Non solo per il peso storico che hanno avuto nel rock italiano, ma per la capacità rarissima di trasformare la musica in un’esperienza fisica, quasi tribale. Nel pieno degli anni Novanta — un’epoca in cui il rock stava cambiando pelle ovunque, dal grunge americano alle contaminazioni world music — i Litfiba riuscirono a costruire qualcosa di profondamente italiano e incredibilmente internazionale allo stesso tempo. Un disco che odorava di asfalto bagnato, vento caldo, libertà e inquietudine. Dopo la furia tellurica di “Terremoto” , il gruppo guidato da Piero Pelù e Ghigo Renzulli decise di alleggerire il suono senza perdere potenza. Nacque così il terzo capitolo della celebre “Tetralogia degli elementi”, dedicato all’aria: un album meno cupo, più aperto alle co...

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