“1997, Il Coraggio di Sentire: Quando Paula Cole Ci Chiese di Smettere di Rimandare”
Nel 1997 , mentre il mondo pop oscillava tra l’euforia patinata delle classifiche e un bisogno crescente di autenticità, " I Don’t Want to Wait" emerge come un’anomalia emotiva. Non nasce per essere un inno generazionale, eppure lo diventa. In un’epoca che stava imparando a fare i conti con la fine delle grandi illusioni anni ’90, questa canzone intercetta un sentimento collettivo preciso: la paura di perdere tempo, di vivere in differita, di arrivare tardi a se stessi . Il suo successo non è immediato nel senso classico del termine. Non esplode come un tormentone estivo, ma si insinua lentamente nelle radio, nei passaggi notturni, nelle cassette registrate distrattamente, nelle camere di chi stava crescendo con più domande che risposte. È una canzone che non chiede attenzione, ma la ottiene perché parla sottovoce e lo fa meglio di chi urla. Quando, poco dopo, diventa la sigla di " Dawson's Creek" , l’impatto sociale si amplifica in modo definitivo. Non è pi...
