“Il rumore delle crepe: come il nu metal ha dato voce a chi non ne aveva”
C’è stato un momento, tra la fine degli anni ’90 e i primi 2000, in cui la rabbia aveva un suono preciso. Non era più solo distorsione, non era più solo rap, non era più solo metal: era qualcosa di ibrido, sporco, viscerale. Era il battito irregolare di una generazione che non si riconosceva in nulla di già esistente. Il nu metal non è nato in uno studio patinato, ma nelle crepe culturali lasciate da un’America post-grunge, in bilico tra apatia e sovraccarico emotivo. Quando Korn pubblicano il loro debutto nel 1994, non stanno semplicemente introducendo un nuovo suono: stanno dando forma a un disagio collettivo. Le chitarre sono ribassate, quasi viscose, i testi scavano nel trauma, nella solitudine, nell’alienazione. Poco dopo, Limp Bizkit trasformano quella stessa inquietudine in energia caotica e provocatoria, mentre Linkin Park riescono nell’impresa di rendere universale il dolore, mescolando melodia e aggressività in un linguaggio accessibile a milioni di persone. Il nu m...

