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“Sulle rotaie delle emozioni: 5 brani per viaggiare in treno con la musica nelle cuffie”

C’è un momento preciso in ogni viaggio in treno in cui tutto smette di appartenere davvero al posto da cui parti. Succede quasi senza avviso: il rumore secco delle porte che si chiudono, un leggero tremito sotto i piedi, e poi quel lento, quasi timido, distacco dal marciapiede. È lì che il mondo comincia a scorrere. All’inizio è tutto nitido. Le persone ferme sulla banchina sembrano ancora dentro una fotografia: un cenno della mano, uno sguardo che resta appeso al finestrino, una valigia che non ha ancora deciso se appartenere al viaggio o alla città che stai lasciando. Poi, chilometro dopo chilometro, tutto si scioglie. Le case diventano linee, gli alberi si trasformano in ritmo, le stazioni si accendono e si spengono come fotogrammi di un film che non puoi mettere in pausa. Il treno non corre: trascina il tempo . E tu, seduto tra il vetro e il sedile, diventi un osservatore sospeso, come se qualcuno avesse abbassato il volume del mondo esterno per lasciarti solo il suo battito ess...

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